Festa d’aprile

E’ già  da qualche tempo che i nostri fascisti
si fan vedere poco e sempre più tristi,
hanno capito forse, se non son proprio tonti,
che sta per arrivare la resa dei conti

Forza che è giunta l’ora, infuria la battaglia
per conquistare la pace e liberar l’Italia;
scendiamo giù dai monti a colpi di fucile;
evviva i partigiani! è festa d’Aprile.

Quando un repubblichino omaggia un germano
alza la mano destra al saluto romano.
ma se per caso incontra noialtri partigiani
per salutare alza entrambe le mani.

Forza che è giunta l’ora, infuria la battaglia
per conquistare la pace e liberar l’Italia;
scendiamo giù dai monti a colpi di fucile;
evviva i partigiani! è festa d’Aprile.

Nera camicia nera, che noi abbiam lavata,
non sei di marca buona, ti sei ritirata;
si sa, la moda cambia quasi ogni mese,
ora per il fascista s’addice il borghese.

Forza che è giunta l’ora, infuria la battaglia
per conquistare la pace e liberar l’Italia;
scendiamo giù dai monti a colpi di fucile;
evviva i partigiani! è festa d’Aprile.

Composto da Sergio Liberovici e Franco Antonicelli nel 1948 sulla base degli stornelli eseguiti da una piccola orchestra e da un coro, trasmessi da Radio Libertà, emittente clandestina dalla provincia di Biella che fu attiva dall’autunno 1944 all’aprile 1945, gestita da partigiani.