Fischia il vento

Fischia il vento e infuria la bufera,
scarpe rotte e pur bisogna andar

A conquistare la rossa primavera
dove sorge il sol dell’avvenir
a conquistare la rossa primavera
dove sorge il sol dell’avvenir                

Ogni contrada è patria del ribelle
ogni donna a lui dona un sospir

Nella notte lo guidano le stelle
forte il cuor e il braccio nel colpir
nella notte lo guidano le stelle
forte il cuor e il braccio nel colpir           

Se ci coglie la crudele morte
dura vendetta sarà  dal partigian

Ormai sicura è già  la dura sorte
del fascista vile e traditor
ormai sicura è già  la dura sorte
del fascista vile e traditor                   
                         

Cessa il vento, calma è la bufera
torna a casa il fiero partigian

Sventolando la rossa sua bandiera
vittoriosi, al fin liberi siam
sventolando la rossa sua bandiera
vittoriosi, al fin liberi siam!                
          

 

Tra le canzoni più cantate di sempre, il testo è del giovane medico ligure, poeta e comandante partigiano Felice Cascione.
La melodia viene dalla canzone popolare sovietica Katjuša, composta nel 1938 da Matvei Blanter e Michail Isakovski e portata in Italia da Giacomo Sibilla, nome di battaglia Ivan, reduce dalla campagna di Russia.