Se non ci ammazza i crucchi

La mia mamma la mi diceva: non andare sulle montagne
Mangerai sol polenta e castagne e ti verrà l’acidità

Se non ci ammazza i crucchi, se non ci ammazza i ricchi
I bricchi ed i crepacci e il vento di Marenca
Se non ci ammazza i crucchi, se non ci ammazza i ricchi
Quando saremo vecchi ne avrem da raccontar

La mia morosa la mi diceva: non andare con i ribelli
Non avrai più i miei lunghi capelli sul cuscino a riposar

Se non ci ammazza i crucchi, se non ci ammazza i ricchi
I bricchi ed i crepacci e il vento di Marenca
Se non ci ammazza i crucchi, se non ci ammazza i ricchi
Quando saremo vecchi ne avrem da raccontar

Questa notte mi sono sognato ch’ero sceso giù in città
C’era mia mamma vestita di rosso che ballava col mio papà

E c’era i tedeschi buttati in ginocchio che chiedevano pietà
E c’era i fascisti vestiti da prete che scappavan di qua e di là 

Se non ci ammazza i crucchi, se non ci ammazza i ricchi
I bricchi ed i crepacci e il vento di Marenca
Se non ci ammazza i crucchi, se non ci ammazza i ricchi
Quando saremo vecchi ne avrem da raccontar

Testo raccolto da Dario Fo e da un partigiano nell’autunno del ’43, in un’osteria di Porto Val Travaglia, presso Varese. Taluni dicono che sia una leggenda, e che Fo abbia composto personalmente questo canto.