È una scrittura collettiva quella che ha visto protagonisti i Partigiani durante la Guerra di Liberazione dal Nazifascismo in Italia, negli anni dal 1943 al 1945. Canzoni di guerra modificate, canti popolari o di protesta già esistenti, o in qualche caso composizioni nuove, fatte circolare tramite il passaparola.
Sono le storie di una generazione di giovani, che hanno scelto la vita partigiana e condiviso i suoi ideali, rischiando o perdendo la vita per liberare il Paese da vent’anni di fascismo e dall’occupazione nazista.
La Resistenza all’oppressione, alla barbarie, alla fame, al freddo, alla paura è rappresentata poeticamente nei testi, che a volte appaiono battaglieri e colmi di orgoglio di fronte al nemico; a volte sono dolci e romantici, con il ricordo della propria mamma e della bella da ritrovare a casa; oppure tristi al pensiero della morte, della distruzione e della povertà, alle quali si intendeva porre fine a tutti i costi.
E, seppure a caro prezzo, ci si riuscì.
Dalla fine della Seconda Guerra Mondiale ad oggi, questi canti sono eseguiti principalmente a cappella. Vi sono solo rare eccezioni, come Bella Ciao, che, arrangiata nelle versioni più diverse, è forse la canzone più nota ed amata tra tutte e viene cantata in molte parti del mondo come ode alla libertà per eccellenza.
Questa è l’idea di Achtung! Banditen: affiancare un coro, con arrangiamento classico, ad un gruppo rock, per caricare di energia e trasmettere un messaggio rinnovato di libertà ed uguaglianza, dando una nuova forma alle canzoni che ci hanno insegnato da bambini e che ancora oggi resistono.




